Fintech: dall’UE un piano d’azione per l’innovazione del settore finanziario

Fintech: dall’UE un piano d’azione per l’innovazione del settore finanziario

Il fintech è pronto a diventare uno dei motori trainanti del panorama dell’innovazione in Unione Europea. È questo quanto emerge dal piano d’azione lanciato dall’UE pochi giorni fa, pensato per trasformare il Vecchio Continente in un polo delle tecnologie finanziarie riconosciuto a livello globale. Prima di entrare nel dettaglio, però, un breve focus sul fintech…

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Conosciuto anche con il termine italiano tecnofinanza, il fintech non è altro che quel settore nato dall’applicazione delle nuove tecnologie al mondo della finanza tradizionale. Ad occuparsi di questo settore, visto il suo cuore altamente tecnologico, sono quindi generalmente startup o imprese innovative, giovani realtà che hanno fatto dell’innovazione finanziaria il loro modello di business. I servizi offerti dalle startup fintech sono molteplici, dalle classiche consulenze per la gestione del patrimonio a soluzioni smart per gli investimenti nonché di gestione delle valute digitali. Tra i maggiori utilizzatori delle opportunità offerte dal fintech ci sono anche le banche: i grandi gruppi finanziari, infatti, sempre più spesso forniscono ai propri clienti servizi di internet banking o trading online, al fine di rispondere alle esigenze di un nuovo target di clienti.

All’interno dell’ambiente fintech, negli anni, sono nati dei sotto-settori di finanza innovativa: tra questi, i più celebri e quelli in maggior sviluppo sono sicuramente quello dell’Insurtech (soluzioni assicurative innovative) nonché quello delle criptovalute e di tutte le opportunità date dall’utilizzo della tecnologia blockchain nel settore finanziario.

Fintech: in Europa un piano d’azione in 23 punti

Lo sviluppo esponenziale del settore della tecnofinanza ha portato l’Unione Europea a redarre un piano d’azione per rendere l’Europa un hub finanziario sempre più competitivo ed innovativo, dando modo ad imprese ed investitori di utilizzare nel modo più proficuo possibile il mercato unico europeo. L’ambizioso programma ha come fine ultimo quello di creare l’Unione dei Mercati dei Capitali, un mercato unico dedicato ai servizi finanziari sino ad arrivare ad un vero e proprio Mercato Unico Digitale.

Con questo piano d’azione, l’Unione Europea mira quindi a consentire un più rapido ed efficiente utilizzo delle nuove tecnologie da parte di tutti gli attori del settore finanziario. L’Intelligenza Artificiale, il Cloud o la Blockchain rappresentano quindi le tecnologie principali per la rivoluzione del settore finanziario, che avrà come diretta conseguenza una maggiore sicurezza dei mercati nonché un più facile accesso da parte dei nuovi operatori. È proprio in quest’ottica che dall’UE è arrivata anche la proposta di un marchio paneuropeo per le piattaforme fintech, così da permettere a startup e aziende fornitrici di servizi finanziari innovativi di operare anche in altri Paesi oltre che in quello che ha rilasciato la licenza.

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Il programma presentato l’8 marzo dall’UE prevede la messa in campo di 23 iniziative, tutte volte all’espansione e allo sviluppo di modelli di business innovativi nell’ambito del settore fintech. Tra queste anche:

  • l’allestimento di un laboratorio UE sulle tecnologie finanziarie;
  • la messa in funzione del neo-nato Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain, che avrà il compito di elaborare una strategia globale sulla tecnologia di registro distribuito e sulla blockchain;
  • l’organizzazione di una serie di seminari in tema di cybersecurity;
  • l’organizzazione di consultazioni al fine di escogitare la migliore strategia per promuovere la digitalizzazione delle informazioni pubblicate dalle società quotate in Europa.

La regolamentazione del crowdfunding

Una delle iniziative più importanti nonché la prima ad essere promossa è quella della regolamentazione del crowdfunding, volta a rendere più semplice ed immediato l’accesso a questa nuova forma di finanziamento da parte delle startup innovative. Attualmente, infatti, il mercato UE risulta ancora frammentato e le piattaforme di crowdfunding si trovano quindi a riscontrare numerose difficoltà nell’affacciarsi fuori dal loro confine. La proposta presentata l’8 marzo, una volta adottata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, darà modo alle piattaforme di crowdfunding di richiedere un marchio unico europeo ed operare quindi in tutto il mercato UE, in facilità e garantendo protezione a tutti gli investitori.

“Le nuove tecnologie stanno trasformando il settore finanziario, rivoluzionando il modo in cui le persone accedono ai servizi finanziari. Le fonti di finanziamento alternative, come il crowdfunding o il prestito peer-to-peer, collegano direttamente i risparmi agli investimenti e facilitano l’accesso al mercato da parte di imprenditori innovativi, startup e piccole imprese. Questo obiettivo è al centro dell’Unione dei mercati dei capitali” – ha commentato Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività dell’Unione Europea.

Il fintech in Italia

Nonostante le ritrosia degli italiani per le nuove tecnologie, anche nel Belpaese il settore del fintech sta iniziando ad affermarsi. In particolare, ciò che emerge dagll’Osservatorio digital innovation del Politecnico di Milano è una crescita degli utenti bancari attivi attraverso canali digitali: entrando nel dettaglio, dal 2016 al 2017 c’è stato un incremento del 5% dei clienti che hanno usato il PC per interagire con la prorpria banca e del 9% di quelli che preferiscono invece smartphone o tablet. In generale, il 38% degli italiani utilizza il pc e il 15% un dispositivo mobile per entrare in contatto con le banche: la percentuale rimanente è invece ancora affezionata allo sportello. Buone notizie anche per i servizi fintech, utilizzati dal 16% degli italiani almeno una volta all’anno: la percentuale raggiunge il 34% tra i Millenials.

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A tal proposito, Lorenzo Facchinotti, Analytics Consultant Manager di Nielsen, ha affermato: “Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, l’utilizzo dei servizi Fintech è cresciuto in media del 12% ogni tre mesi. Un sempre maggior numero di italiani sta sperimentando un nuovo modo di gestire il proprio denaro. Un fenomeno simile era avvenuto oltre dieci anni fa con lo sviluppo dell’online banking. Oggi, tuttavia, l’adozione di queste nuove soluzioni è molto più rapida. In un’arena competitiva sempre più affollata, le possibilità di successo sono legate alla capacità dei player di consentire un accesso il più possibile semplice e rapido alle risorse economiche necessarie affinché il consumatore realizzi i suoi obiettivi di breve o medio-lungo termine”.

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